mercoledì 30 settembre 2009

Palm Pixi, un Pre in formato ridotto

Più compatto e meno costoso del fratello maggiore, Pixi offre il sistema operativo WebOS e schermo multitouch. Manca però della connettività Wi-Fi.


Palm Pixi fratello minore di Pre WebOS senza Wi-Fi

Il Palm Pre ha un fratello minore: si chiama Pixi e si presenta più compatto ed economico (anche se il prezzo ufficiale ancora non è stato rivelato) rispetto al modello precedente.

Dotato del sistema operativo WebOS, Pixi dispone di uno schermo multitouch da 2,63 pollici in grado di offrire una risoluzione di 320x400 pixel e di una tastiera completa Qwerty.

All'interno si trova il processore Qualcomm Msm7627 (leggermente meno potente di quello usato dal Pre), accompagnato da 8 Gbyte di spazio di memorizzazione, modulo Gps, accelerometro e due sensori: quello di prossimità e quello di luminosità.

L'immancabile fotocamera arriva a 2 megapixel ed è dotata di flash. Per quanto riguarda la connettività, sono supportati Bluetooth 2.1 e Umts ma manca il Wi-Fi.

Il tutto è contenuto all'interno di un corpo che misura 111 x 55 x 10,85 millimetri e pesa 99,5 grammi.

Il Palm Pixi sarà in vendita entro Natale 2009 negli Stati Uniti (in esclusiva con l'operatore Sprint Nextel) mentre ancora non ci sono informazioni circa una sua commercializzazione in Europa.

lunedì 28 settembre 2009

UE: metà dei siti di e-commerce è irregolare

Il 55% dei siti che vendono elettronica di consumo non rispetta le normative europee per la tutela dei consumatori.


UE 55% siti e-commerce elettronica irregolari

Un'indagine promossa dall'Unione Europea sui siti Web che vendono prodotti di elettronica di consumo ha portato a risultati piuttosto sconfortanti per gli acquirenti: ben il 55% dei siti esaminati presenta irregolarità rispetto alle normative europee.

L'Europa ha preso in esame 200 tra i "principali siti web che vendono apparecchiature elettroniche" e "più di 100 siti web su cui i reclami dei consumatori avevano richiamato l'attenzione", come si legge nel rapporto, per un totale di 369 casi esaminati.

Scopo dell'indagine era capire se i siti fossero conformi alle norme europee in tre ambiti: la presenza di informazioni complete per contattare il commerciante, la pubblicazione di informazioni chiare sull'offerta (in particolare una chiara descrizione del prodotto e il prezzo totale) e la visualizzazione di informazioni chiare sui diritti dei consumatori, come il diritto di recesso entro 7 giorni senza la necessità di fornire una motivazione.

In più della metà dei casi (il 55%) sono state riscontrate irregolarità che attualmente sono oggetto di indagini ulteriori.

Dei siti segnalati come irregolari, il 66% fornisce informazioni fuorvianti sui diritti dei consumatori, per esempio negando la possibilità di restituire il prodotto o facendo credere che sia possibile ottenere un rimborso soltanto sotto forma di buono acquisto.

Il 45% dei siti problematici, poi, fornisce informazioni fuorvianti sul prezzo totale, celando abilmente fino all'ultimo i costi extra di consegna.

Infine, il 33% dei siti non mette o mette in forma incompleta le informazioni per contattare il commerciante, così che in caso di problemi gli acquirenti non sappiano a chi rivolgersi.

Ora che i problemi sono venuti alla luce, il Commissario europeo responsabile per i consumatori, Meglena Kuneva, si aspetta che i siti con problemi regolarizzino la propria posizione; se non lo faranno partirà un'azione legale con conseguenze che andranno da sanzioni pecuniarie fino alla chiusura dei siti.

Entro la metà del 2010 l'Europa renderà noti i risultati di questa campagna.

domenica 27 settembre 2009

Steve Jobs presenta gli iPod Nano con videocamera

l Ceo è tornato sul palco per presentare la nuova linea di lettori multimediali e la versione 9 di iTunes.


Steve Jobs Apple iPod Nano videocamera radio FM

Ora è ufficiale: dopo l'evento del 9 settembre si può dire che Steve Jobs è davvero tornato al suo posto dopo il trapianto di fegato e la convalescenza da cui era rientrato part-time nel giugno scorso.

Come ci si aspettava, cuore della conferenza stampa di mercoledì 9 è stata la presentazione degli ultimi modelli ipod, i lettori musicali che dal 2001 sono stati venduti in 225 milioni di esemplari.

La prima sorpresa riguarda il nonno di tutti gli iPod, il Classic: nonostante periodicamente qualcuno lo dia per spacciato, Apple ha deciso di mantenerlo in produzione aumentandone le dimensioni del disco che passa da 120 a 160 Gbyte.

L'iPod Touch si avvicina al fratello iPhone 3GS per quanto riguarda l'hardware, adottandone lo stesso processore e il relativo aumento di prestazioni, oltre allo schermo in vetro. Scomparsa la versione da 16 Gbyte, restano in commercio quelle da 8, 32 e 64 Gbyte, vendute a 189, 279 e 369 euro.

Il più piccolo della famiglia, l'iPod Shuffle, guadagna nuovi colori (blu, verde e rosa oltre ai già noti nero e argento) e aumenta la propria capacità di memorizzazione, presentandosi in versione da 2 o da 4 Gbyte al prezzo di 55 e 75 euro rispettivamente.

Trovare lavoro coi social network

Oltre oceano quasi la metà dei responsabili delle risorse umane consulta regolarmente i social network per vagliare le domande di assunzione.


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Facebook si è proposto ripetutamente agli onori della cronaca per avere causato un po' ovunque licenziamenti in tronco di dipendenti pubblici e privati, di volta in volta accusati di dedicare troppo tempo al networking oppure al contrario di avere, anche solo occasionalemte, espresso giudizi poco lusinghieri sul management o sull'organizzazione aziendale.

Ma secondo un recente sondaggio commissionato da CareerBuilder a Harris Interactive, nota multinazionale ricercatrice di mercato e specializzata in inchieste telefoniche, i maggiori siti di aggregazione sociale sono sempre di più passati al vaglio dai responsabili delle assunzioni, dai capi del personale e in genere da tutti coloro che hanno responsabilità nella gestione delle risorse umane.

Scopo delle "indagini" sarebbe non tanto il desiderio di cercare ed espellere le eventuali "mele marce" quanto il desiderio di scoprire quanto più possibile riguardo alla sfera privata dei possibili futuri dipendenti.

Il fenomento sta assumendo dimensioni impensabili e pare - anche se il condizionale è d'obbligo - che sia già sbarcato in Europa; resta il fatto che al sondaggio oltre il 45% dei responsabili delle risorse umane ha risposto affermando di consultare regolarmente Facebook, MySpace e LinkedIn per farsi un'opinione dei candidati all'impiego, e che circa un terzo di essi sono stati preventivamente scartati in ragione del contenuto delle pagine personali sul network.

Tra le cause più frequenti le dichiarazioni relative all'assunzione di droghe e alcoolici, la pubblicazione di fotografie "inappropriate" o semplicemente l'impressione di essere socialmente poco integrati; d'altro canto CareerBuilder, forse anche per timore di perdere consensi e clientela, incoraggia l'uso delle reti sociali affermando che "almeno parte delle assunzioni si sono verificate per merito delle informazioni" ivi reperite.

La notizia nel complesso lascia un po' d'amaro in bocca e conferma una volta ancora l'effetto di "spersonalizzazione" indotto dall'uso distorto dell'Internet. Infatti le proposte lavorative sembrerebbero sempre meno legate all'esperienza professionale e all'intervista personale con un reclutatore esperto, a favore della massima semplificazione a costi nulli prendendo per buona un'immagine di sè di solito falsata dal momento psicologico in cui è stata consegnata all'eternità virtuale.

Firefox segnalerà gli aggiornamenti di Flash

Se la versione di Adobe Flash presente sul Pc contiene vulnerabilità, il browser inviterà l'utente a scaricare una nuova versione.

[ZEUS News - www.zeusnews.com - 08-09-2009]

Firefox avvisa aggiornamenti Flash

Secondo alcune stime, Adobe Flash è installato sui computer del 99% dei navigatori. Stando ai dati di Trusteer - società che si occupa di sicurezza - circa l'80% degli utenti di Pc non ha ancora installato gli aggiornamenti di sicurezza dei propri software a due settimane dal loro rilascio.

Questi due dati, presi insieme, mostrano come molti utenti navighino in Internet senza le adeguate protezioni: Flash è dappertutto, ma spesso non è aggiornato e quindi è vulnerabile a un attacco.

Mozilla ha deciso di occuparsi della difesa degli utenti di Firefox integrando nelle prossime versioni del browser - la 3.0.14 e la 3.5.3, entrambe attualmente in beta - un controllo sull'aggiornamento di Flash.

Ogni volta che Firefox controllerà la presenza di aggiornamenti per sé stesso compirà la medesima operazione per il software di Adobe e segnalerà all'utente l'eventuale necessità di installare un update, fornendo un link.

sabato 26 settembre 2009

Intel presenta i Core i5 Lynnfield

Dedicati ai desktop di fascia media, supportano Pci Express 2 e Turbo Boost. Debuttano anche i primi i7 con HyperThreading.


Intel Core i5 i7 Lynnfield HyperThreading

Intel ha presentato due nuovi processori appartenenti alla famiglia Core i7 (per la fascia alta del mercato desktop) e i primi esemplari della famiglia Core i5 (per la fascia media del mercato desktop): tutti basati sull'architettura Nehalem, erano finora noti con il nome in codice di Lynnfield e usano il socket LGA 1156.

Queste Cpu sono già in commercio insieme al chipset P55 Express, anch'esso fresco di debutto, che è integrato su di un unico chip; le sue caratteristiche comprendono la possibilità di gestire fino a 8 porte Pci Express 2.0, 6 porte Sata con supporto Raid 0/1/5/10, 14 porte Usb 2.0.

Grazie alla tecnologia Turbo Boost (che aumenta le prestazioni senza aumentare i consumi) e ai miglioramenti nell'architettura, il risparmio energetico garantito da questi processori sarà sensibile, secondo le dichiarazioni di Intel.

I due Core i7 lavorano a una frequenza di 2,93 e 2,80 GHz rispettivamente, sono dotati di 4 core e di tecnologia HyperThreading; il processore Core i5 funziona invece a 2,66 GHz, ha 4 core ma non supporta l'HyperThreading.

Tutti integrano un controller di memoria compatibile con le Ram Ddr3 ma consentono al massimo configurazioni dual channel.

Il processore Core i5 dovrebbe costare intorno ai 200 dollari mentre i due Core i7 LGA 1156 avranno prezzi compresi tra i 285 e i 555 dollari.

L'Europa contro Google Books

Gli editori europei si oppongono e ripropongono il progetto Arrow. Una settimana di consultazioni per la Commissione Europea.


UE Fep Google Books accordo editori Arrow Reding\

L'accordo tra Google Books e gli editori americani "non costituisce una soluzione per l'Europa, non può essere applicato al territorio dell'Unione Europa e il suo ambito di applicazione non può essere esteso al di fuori degli Stati Uniti": sono categorici gli appartenenti alla Fep, la Federazione Europea degli Editori.

La Germania è stata la prima ad opporsi - proprio quando stava per essere ratificato da un giudice - all'accordo che consente a Google di digitalizzare i libri "orfani" garantendo un compenso ad autori ed editori.

Subito hanno seguito l'esempio dei colleghi tedeschi l'Italia, la Francia, l'Austria, la Norvegia e la Svezia e ora, con la presa di posizione della Fep, la situazione si fa ancora più complicata, almeno per Google.

Dal canto proprio, l'azienda di Mountain View ha cercato di dare un segnale di buona volontà decidendo di non includere nel servizio Books tutti quei libri che, pur essendo fuori commercio in America, restano in vendita nelle librerie europee.

La Fep ha sostanzialmente ignorato la proposta e rilanciato il progetto Arrow (Accessible Registries of Rights Information and Orphan Work), il cui coordinamento è affidato all'Associazione Italiana degli Editori.

Secondo gli editori europei Arrow è l'unico sistema per garantire "un beneficio per tutti: autori, editori, biblioteche".

L'Europa si è ufficialmente espressa per bocca dei Commissari Reding e McCreevy, dichiarando la digitalizzazione una "sfida economica e culturale" di cui discuteranno in settimana con tutti i soggetti coinvolti, dai detentori dei diritti alle associazioni dei consumatori.

L'obiettivo è cercare una "soluzione veramente europea nell'interesse dei consumatori europei": tutte queste ripetizioni dell'aggettivo "europeo" sembrano lasciare poco spazio all'americano Google Books, anche se la partita sembra per ora tutt'altro che chiusa.