mercoledì 2 aprile 2014

GeForce GTX 750 Ti: la prima scheda video basata su architettura Maxwell

Recensione della Nvidia GeForce GTX 750 Ti, la prima scheda video con GPU GM107 basata su architettura Maxwell. Efficienza e prestazioni in un condensato ben riuscito.



GeForce GTX 750 Ti: spazio a GM107 e all'architettura Maxwell

In questo periodo i videogiocatori amano le schede di grandi dimensioni. Dissipatori dual-slot e cover elaborate sono ormai la consuetudine. Dopotutto, per avere frame rate elevati sono necessarie GPU complesse, miliardi di transistor per gestire giochi come Battlefield 4. Tutto questo ha ripercussioni sul calore, che deve essere espulso il più rapidamente possibile.
Si è fatta così strada l'opinione che le schede con piccoli dissipatori e PCB in vista siano deboli, incapaci di offrire prestazioni giocabili. Quest'oggi Nvidia prova a sfatare il mito con la GeForce GTX 750 Ti, una nuova scheda video compatta, lunga poco più di 15 centimetri, sprovvista di un connettore ausiliario e con un dissipatore rotondo di piccole dimensioni. Questa scheda video ha all'incirca le dimensioni della GTX 650 Ti, ma il dissipatore la fa apparire un po' più fragile.
 GTX 750 Ti di riferimento
Questa scheda è la prima con architettura Maxwell e secondo Nvidia permette di giocare in Full HD con gli ultimi titoli senza risparmiarsi troppo sui dettagli grafici. La GTX 750 Ti potrebbe essere la Toyota Prius del settore grafico?
Questo è solo il primo prodotto basato su Maxwell che vedremo nel corso del 2014. L'architettura Maxwell è interessante, in parte perché significa che Nvidia ci propone una nuova architettura dopo due anni, ma anche perché l'azienda ha svelato meno informazioni del solito sul nuovo progetto.
Torniamo per un attimo a dicembre dello scorso anno, quando Nvidia ci parlò del SoC Tegra K1. Sapevamo che la GPU del K1 era basata su Kepler, o meglio un singolo SMX con importanti cambiamenti alle strutture di collegamento dei vari sottosistemi, in modo da consumare meno. Johan Alben, vicepresidente senior per la progettazione delle GPU, affermò in quell'occasione che ogni architettura, da Maxwell in poi, sarebbe stata sviluppata con il mondo mobile in mente, ovvero con l'efficienza davanti a tutto.
Si trattava chiaramente di una buona notizia per la famiglia Tegra, ma allo stesso tempo anche un importante sviluppo per il mondo desktop. Con la nuova GTX 750 Ti, una scheda con un TDP di 60 W, possiamo già farci un'idea dell'architettura Maxwell. Nvidia afferma che il suo progetto riesce a ridurre i consumi e a mantenere prestazioni elevate, anche se la GPU ha un minor numero di core. Il tutto affidandosi nuovamente al processo produttivo a 28 nanometri. In altre parole, la GPU lavora in modo più intelligente.

LaCie Fuel presto anche da 2 TB!

L’hard disk wireless Fuel sarà disponibile nel corso del mese di aprile anche nella versione da 2TB.
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 Grazie alla sua capacità raddoppiata, LaCie Fuel offrirà la più elevata capacità di storage tra gli hard disk wireless da 2,5” disponibili sul mercato, rappresentando inoltre la soluzione di storage portatile ideale per gli appassionati di cinema e fotografía che vogliono avere a disposizione fino a 2TB di contenuti multimediali anche in movimento su iPhone e iPad.
LaCie Fuel, primo risultato della collaborazione di prodotto tra Seagate e LaCie, permette di accedere ai contenuti archiviati attraverso l’app gratuita Seagate Media. In più, anche la versione da 2TB offrirà le stesse caratteristiche già apprezzate nella versione precedente, come la possibilità di effettuare lo streaming dei contenuti fino a 5 dispositivi senza necessità di connessione a Internet, la compatibilità con AirPlay per il mirroring su schermi di grandi dimensioni e un’autonomia fino a 10 ore.
Il prezzo sarà di 249€. Il modello da 1TB è già in vendita al prezzo di 209€.

WhatsApp annuncia 64 miliardi di messaggi inviati… al giorno!

Anche dopo l’acquisizione da parte di Facebook, continuano i record per WhatsApp che, ad oggi, è il servizio di messaggistica più utilizzato al mondo.
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Su Twitter, l’azienda fa sapere che ogni giorno vengono inviati 64 miliardi di messaggi, considerando sia iOS che Android. Di questi, 20 miliardi di messaggi sono in uscita e 44 in entrata. Insomma, numeri davvero impressionanti, per un’app che non sembra risentire della concorrenza sempre più agguerrita.

Arriva l'iPhone 5C da 8 Gbyte, resuscita l'iPad 4

Rinnovo dei listi per Apple, che lo ribattezza iPad Retina.

È per certi versi di difficile comprensione il rinnovamento dei listini che Apple ha appena operato, facendo sparire qualche vecchio prodotto e introducendone di nuovi.
La prima mossa è stata l'eliminazione del vecchio iPad 2, mantenuto in vendita dal momento della presentazione dell'iPad Air sino a ieri.


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Al suo posto è tornato l'iPad 4, ribattezzato per l'occasione iPad Retina: è un modello lanciato nel 2012 che offre 16 Gbyte di memoria interna, colorazione bianca o nera, connettività Wi-Fi o 4G LTE, fotocamera da 5 megapixel e connettore Lightning.
Questa è la mossa che ha più senso: il vecchio iPad 2, venduto comunque a prezzi "da Apple", non riusciva più a reggere il confronto con le offerte dei concorrenti. L'iPad Retina è ora un buon compromesso da 379 euro tra il top - l'iPad Air - e il modello più economico, l'iPad Mini.
Meno comprensibile è invece l'apparizione dell'iPhone 5C con 8 Gbye di memoria, venduto a un prezzo di appena 50 euro inferiore al modello con 16 Gbyte: in totale si tratta il prezzo finale ammonta a poco più di 500 euro.


Apple ha così introdotto una versione che offre decisamente poco spazio di memorizzazione a un prezzo che non si può definire economico; non si capisce bene perché aggiungere un modello poco appetibile a una serie di dispositivi che già non brilla per il successo di vendita.
Improbabile che, con quel prezzo, Apple pensi di usare l'iPhone 5C da 8 Gbyte per conquistare i mercati emergenti. Dovendo scegliere, un iPhone 4S, tuttora in vendita, sembra molto più interessante nonostante l'hardware meno potente, oltre a costare meno.
Inoltre, esso non è disponibile ovunque: per esempio, in Italia non è ancora arrivato e non è chiaro se lo vedremo mai in vendita.

martedì 1 aprile 2014

Apple vuole acquisire Renesas Electronic: miglioramenti sui display in vista?

Apple è in trattative con il produttore di chip Renesas Electronics per la potenziale acquisizione di una unità che crea i chip per i display degli smartphone.

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La notizia giunge del sito giapponese Nikkei. I chip, già utilizzati nei display dell’iPhone migliorano sia la nitidezza dell’immagine, sia la durata della batteria.

La società è una joint venture tra Renesas, Sharp e Powerchip. Apple sta trattando per l’acquisizione della quota del 55% della società. A seguito dell'operazione, Sharp si aspetta anche di vendere il 25% delle sue azioni ad Apple, mentre Powerchip manterrà il restante 20%.

Renesas SP è il principale produttore mondiale di componenti per i piccoli e grandi display, con una quota di mercato di circa un quarto. Questi chip determinano la qualità di un display, oltre che le prestazioni e l'efficienza energetica complessiva di un telefono cellulare.
I 240 dipendenti di Renesas dovrebbero essere tenuti a rimanere con Apple e la società punta a completare l'operazione di acquisizione entro l'estate.

Infine ricordiamo che negli ultimi anni Apple ha voluto concentrarsi sul controllo diretto dei materiali e della produzione, acquisendo anche un accordo con la GT Advanced per la produzione del vetro zaffiro.


Buon 38 esimo compleanno Apple

Era il Giovedì 1 Aprile del 1976 e Steve Jobs insieme a Steve Wozniak dava vita alla Apple Computer. Oggi, 1 Aprile 2014, Apple compie 38 anni. 38 anni pieni di storia, innovazione, prodotti e curiosità.

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Il primo prodotto di Apple è stato il kit Apple I, costruito interamente a mano da Steve Wozniak. L'Apple I consisteva in una sola scheda madre. Le periferiche esterne come tastiera e monitor dovevano essere fornite successivamente dall'utente. Fu messo in vendita nel Giugno del 1976 ad un prezzo di 666,66 dollari, che attualmente corrisponderebbe a 2,773 dollari.

Ora la Apple compie 38 anni, precisamente 456 mesi, 1983 settimane e 13879 giorni di esistenza. Sin dalla sua formazione, l'azienda ha sempre fatto il possibile per spostare il limite e far progredire la ricerca e la tecnologia. Nella sua storia Apple può vantare i vari progressi fatti dai computer per giungere ai moderni iMac e MacBook Pro e Air, le innovazioni che riguardano i lettori musicali (iPod) e, ora come non mai, le innovazioni mobili come iPhone e iPad.

Tra i pionieri fondatori della società, due oggi sono ancora vivi. Steve Jobs lasciò l'azienda nel 1985 dopo una lotta di potere con il consiglio di amministrazione, tornandovi alla fine degli anni '90 per contribuire a salvare l'azienda. Senza l'aiuto di Steve Jobs, Apple avrebbe potuto benissimo dichiarare bancarotta. Sotto la sua leadership come CEO, Apple ha introdotto l' iPod, l'iPad, l' iPhone, l'iMac e il fondamentale iTunes. Jobs sfortunatamente è morto nel 2011 a seguito di una lotta con un raro cancro al pancreas.

Steve Wozniak ha lasciato Apple nel 1987 per continuare il suo lavoro di imprenditore. La sua presenza in Apple si sente solo occasionalmente.

Quanto a Ronald Wayne, la sua storia è un po' triste: Wayne è stato una parte importante nella fondazione di Apple, in quanto ha scritto l'accordo di partenariato originale e ha disegnato il primo logo della società. Per il suo lavoro gli fu data una quota del 10% della società, venduta dopo poco tempo. Se avesse tenuto il suo 10%, oggi sarebbe un miliardario.

Ripercorrere l'intera storia di Apple sarebbe troppo lungo per un solo articolo, ma ci siamo limitati ad elencare oggi nel giorno del compleanno della società, i primi passi compiuti e quelli che l'hanno resa grande. Quindi, Buon Compleanno Apple.

Come verificare se un iPhone è rubato

Hai trovato un iPhone a prezzo scontato su Internet ma prima di acquistarlo vorresti essere sicuro della sua provenienza? Ti hanno regalato un iPhone che non sembra funzionare con nessuna SIM, sospetti che possa trattarsi di un telefono bloccato in seguito a un furto, ma non sai come verificare la tua tesi?
Beh, sapere con certezza se uno smartphone venduto online (o comunque non acquistato presso un rivenditore autorizzato) è rubato non è una cosa facile, ma conoscendo le giuste informazioni e avendo un pizzico di fortuna si possono ottenere risultati discreti. D’altronde tentar non nuoce, giusto? Allora prenditi qualche minuto di tempo libero e scopri come verificare se un iPhone è rubato con alcuni metodi che sto per suggerirti.
Prima di vedere in dettaglio come verificare se un iPhone è rubato, devi assolutamente procurarti il codice IMEI del dispositivo “incriminato”. Il codice IMEI (acronimo di International Mobile Equipment Identity) è un codice composto da 15 cifre che consente di identificare in maniera univoca i telefoni cellulari e può essere utile per scoprire se un determinato dispositivo è stato bloccato in seguito alla denuncia di un furto.


Se l’iPhone da controllare è già in tuo possesso, puoi scoprire facilmente il suo codice IMEI recandoti nel menu Impostazioni > Generali > Info del dispositivo (leggi come identificare un iPhone per maggiori informazioni). Se invece vuoi verificare l’identità di un telefono venduto online, manda un’email al rivenditore richiedendo questa informazione come condizione per un possibile acquisto del dispositivo.
Una volta ottenuto il codice IMEI dell’iPhone, uno dei primi tentativi che puoi fare per scoprire se il telefono in questione è rubato è contattare l’assistenza clienti Apple al numero 199 120 800 (si tratta di una linea a pagamento, attiva dal lunedì al venerdì dalle 09:00 alle 19:45) e chiedere all’operatore se il terminale a cui corrisponde l’IMEI in tuo possesso risulta bloccato o denunciato per furto/smarrimento.
Un altro servizio Apple che potrebbe aiutarti a verificare se un iPhone è rubato è quello disponibile presso questa pagina. Immettendo il numero di serie del telefono nell’apposito campo di testo e cliccando sul pulsante Continua, è infatti possibile conoscere tutti i dettagli sullo stato della garanzia del telefono e la data in cui è stato acquistato il prodotto.
Se il tuo telefono, spacciato per nuovo, risulta acquistato mesi fa, evidentemente c’è qualcosa che non va!
Se non sai dove reperire il numero di serie dell’iPhone, recati nel menuImpostazioni > Generali > Info del dispositivo oppure controlla la confezione del prodotto. Si tratta di un codice alfanumerico composto da 12 caratteri.
Se con i servizi ufficiali di Apple non sei riuscito a risolvere il “rebus” e a capire se l’iPhone che hai acquistato (o stai per acquistare) è rubato, puoi provare a digitare il numero di serie del telefono sul sito MacRubato.
Come suggerisce facilmente il suo nome, si tratta di un database online all’interno del quale gli utenti possono segnalare i codici identificativi dei dispositivi Apple che hanno smarrito. Se cercando il numero di serie del tuo dispositivo trovi delle corrispondenza, purtroppo hai a che fare con un terminale di provenienza illecita.