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giovedì 8 maggio 2014

Rimosso da Google Play malware per bitcoin mining

App popolari usavano i cellulari e tablet delle vittime per generare denaro digitale.

Di solito il crimine informatico infetta gli smartphone, usando app ostili, per rubare password e dati personali oppure per far inviare SMS a costo maggiorato destinati a società gestite dai criminali stessi, e per queste cose la sorveglianza deglistore di applicazioni (come App Store di Apple e Google Play di Google) è piuttosto ben attrezzata.
Ma dalla società di sicurezza informatica Trend Micro arriva la segnalazione di un metodo di attacco insolito che è riuscito a superare anche i controlli dello store dei dispositivi Android, ossia Google Play.


domenica 20 aprile 2014

VLC 2.3 si aggiorna introducendo cartelle, nuovi formati video e molto altro

VLC, la migliore applicazione per visualizzare video su iPhone, si aggiorna apportando alcune migliorie.
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martedì 8 aprile 2014

Windows XP va ufficialmente in pensione, e la sicurezza è a rischio





Anche se non riguarda direttamente il mondo iPhone, oggi è una giornata storica perchè Windows XP, dopo quasi 13 anni di onorata carriera, va ufficialmente in pensione. Tutti gli utenti che non hanno ancora cambiato sistema operativo devono farlo quanto prima, visto che i rischi per la sicurezza sono elevati.


GeForce GTX 750 Ti passiva, si può grazie a un dissipatore AMD


La GTX 750 Ti è una scheda che consuma e scalda poco. Si presta bene quindi al raffreddamento passivo. In assenza di schede fatte e finite abbiamo rimosso un dissipatore da una soluzione Radeon e l'abbiamo applicato alla prima GPU Maxwell. Ecco i risultati.


Introduzione

Per questo articolo abbiamo preso una GeForce GTX 750 Ti e l'abbiamo completamente trasformata, realizzando un ibrido che non vedrete mai negozi. Abbiamo rimosso il dissipatore originale e abbiamo sacrificato una delle nostre schede video passive, nel caso specifico una soluzione di Sapphire, per ottenere i componenti che ci servivano per vedere se la nuova nata di Nvidia può lavorare senza dissipatore attivo. Per vedere come si comporta la GeForce GTX 750 Ti, vi consigliamo di leggere la nostra recensione.
Sulla carta la nuova soluzione di Nvidia, così come analoghe proposte raffreddate passivamente di fabbrica, non dovrebbe avere problemi a funzionare senza un sistema di raffreddamento attivo, ma in questo caso usiamo un dissipatore pensato per un prodotto AMD. Il consumo delle schede Radeon HD 7750 e R7 250 è molto simile a quello della GPU Maxwell, ma non è l'unico parametro da considerare. Ad esempio, la GPU Maxwell ha un'area inferiore alla GPU Cape Verde. Inoltre, Nvidia ha fatto sì che nessuno dei sistemi di raffreddamento odierni potesse adattarsi alla scheda, cambiando la distanza tra i fori delle viti.
I PCB delle schede GeForce di fascia media misurano tipicamente 53,2 x 53,2 mm o 58,4 x 58,4 mm, mentre per le Radeon le misure sono 53,2 x 53,2 mm oppure 43 x 43 mm. Ne consegue che la GeForce GTX 750 Ti, con il PCB di 44 x 44 mm, dovrebbe essere incompatibile con la maggior parte delle soluzioni di raffreddamento odierne.
Per questo nessuno dei partner di Nvidia è stato in grado di presentare soluzioni usando dissipatori esistenti, ma hanno dovuto - e devono - studiare soluzioni ad hoc per la prima soluzione Maxwell. Siamo riusciti tuttavia a capire come far funzionare tutto, come vi mostreremo nelle prossime pagine. Non è una cosa facile, quindi pensateci più volte prima di prendere la vostra nuova scheda e renderla inutilizzabile in poche mosse.

domenica 6 aprile 2014

Tutte le app anche sul Pc





Utilizzare sul proprio computer le app dello smartphone o del tablet, compresa WhatsApp.


Avete mai desiderato di poter usare WhatsApp oppure i vostri giochi preferiti dei vostri dispositivi mobili anche sul vostro computer? Tutto ciò è possibile grazie a Bluestacks.


app su pc




Bluestacks è un software che permette di lanciare applicazioni per smartphone o tablet su Windows (da Xp a 8) e Mac OS X e continuerà a essere gratuito almeno fino a quando rimarrà in versione beta.
L'interfaccia dito viene sostituita dal mouse, ma l'applicazione funziona emulando completamente un sistema operativo mobile simil Android, con le tastiere virtuali e i menu a scorrimento tipici.


Si può inoltre sincronizzare l'account Google utilizzato su altri dispositivi, evitando così di scaricare le applicazioni una alla volta, importandole tutte in blocco da un altro dispositivo.
Molto interessante è la possibilità di utilizzare l'applicazione di messaggistica istantanea via Internet WhatsApp. E' necessario però avere a disposizione un numero di cellulare, poiché l'applicazione può essere installata su un singolo dispositivo per ogni numero telefonico.
Bisogna prestare attenzione perché, se si utilizza lo stesso numero di cellulare che già abbiamo abbinato all'applicazione sul nostro smartphone, quest'ultimo non potrà più utilizzare WhatsApp.



Una soluzione può essere un secondo numero, per esempio il numero di rete fissa, o di un secondo cellulare: l'applicazione invia un Sms con il codice di attivazione, cercando di rilevare automaticamente la ricezione.
L'operazione non andrà a buon fine, dato che il numero appartiene a un dispositivo diverso e non a quello emulato; ma basta quindi attendere pochi minuti e scegliere la verifica del codice comunicato tramite chiamata.
Si riceve così una telefonata (gratuita) nella quale viene comunicato il codice da inserire. Dopo la verifica è sufficiente aggiungere fra i contatti i numeri di telefono delle persone con le quali ci interessa comunicare, o importarli direttamente sincronizzando il proprio account Google e il gioco è fatto!
Bisogna ricordarsi però che appariremo ai nostri contatti con il nostro secondo numero, come se fossimo un'altra persona. Inoltre non sarà possibile scrivere all'interno dei gruppi nei quali il numero utilizzato non è ancora stato aggiunto.



sabato 5 aprile 2014

Twitter, arrivano i tag





Il social network cambia faccia e copia Facebook. Ecco come recuperare un po' di privacy.




Pochi giorni fa Twitter ha introdotto i tag, ossia la possibilità di identificare le persone nelle fotografie, come Facebook fa già da tempo.
Questo recente aggiornamento ha attivato anche la possibilità di aggiungere fino a quattro foto a un singolo tweet.
L'opzione di taggare le persone è operativa automaticamente, senza che l'utente ne richieda l'attivazione: questo significa che chiunque può cominciare a etichettarci nelle foto e quindi farsi un po' di più i fatti nostri (per esempio cercando tutte le foto in cui compariamo).


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Una delle caratteristiche distintive di Twitter è che consente di interagire con gli altri senza esporsi eccessivamente pubblicando dati personali, ma con questa novità controversa questa prerogativa è andata persa. O quasi, perché si può rimediare.
Per disattivare la possibilità di essere taggati su Twitter andate nelle Impostazioni (su dispositivi mobili, toccate Account e poi l'icona dell'ingranaggio oppure toccate i tre puntini in alto a destra; su computer, toccate l'icona dell'ingranaggio in alto a destra), scegliete la sezioneSicurezza e privacy e disattivate il taggaggio: se state usando un dispositivo mobile, disattivate il segno di spunta accanto alla voce Chi può taggarmi nelle foto scegliendo Nessuno, mentre se usate un computer scegliete Non permettere a nessuno di taggarmi nelle foto.






Windows 8, Microsoft uccide le tile





L'ultimo aggiornamento dà la precedenza all'interfaccia desktop.



Si sono accorti dell'errore fatto e stanno cercando di rimediare: è questa la sensazione che emerge dagli annunci fatti da Microsoft riguardo a Windows 8 durante la Build Conference.
L'errore riguarda l'interfaccia a tile (o piastrelle) introdotta con Windows 8 e che, a distanza di un anno e mezzo dalla sua introduzione, ancora non convince gli utenti di PC.

windows 8 menu start


Già lo scorso febbraio Joe Belfiore, dirigente di Microsoft, aveva raccontato come i sondaggi dimostrino una sostanziale divisione negli utenti: la maggioranza di coloro che adopera un laptop con schermo touch tende ad adoperare le tile, mentre quelli che ne sono sprovvisti preferisce l'interfaccia desktop.
Così, alla Build Conference è iniziata la marcia indietro. Il primo passo consiste nel cambiare il comportamento di default di Windows: grazie all'aggiornamento che sarà rilasciato l'8 aprile, gli acquirenti di dispositivi non touchscreen con Windows 8.1 preinstallato vedranno il sistema presentare direttamente l'interfaccia desktop; chi invece acquista un sistema con il touchscreen verrà accolto dalle piastrelle.
Le novità dell'update però vanno oltre: non solo nella schermata Startfanno la propria comparsa un pulsante per lo spegnimento e una barra di ricerca, ma nella barra delle applicazioni in modalità desktop tornano le modalità di organizzazione delle app tipiche di Windows 7, come la possibilità di aggiungere le applicazioni e i siti Web preferiti.


Inoltre, cliccare con il tasto destro su una tile farà apparire un menu con diverse opzioni, contenente le azioni più comuni che si possono effettuare sulla tile stessa.
La parte più interessante sta però in una schermata mostrata durante la conferenza e che illustra una caratteristica attesa ma che non farà in tempo ad arrivare per l'8 aprile: prossimamente Microsoft reintrodurrà il menu Start, anticipando quindi la mossa prima dell'uscita di Windows 9.
Il menu assomiglierà a quello di Windows 7, ma includerà anche le live tilenormalmente presenti nella schermata Start.
Insieme al menu giungerà la possibilità di eseguire le app con interfaccia Modern UI all'interno di una classica finestra, anziché a schermo intero.


In arrivo Ubuntu 14.04 Trusty Tahr LTS




  Nuovo kernel, applicazioni aggiornate e un'interfaccia Unity più coerente tra le novità principali.


Non manca più moltissimo al rilascio di Ubuntu 14.04 (nome in codice Trusty Tahr, tahraffidabile), previsto per il prossimo aprile.
Rispetto ai soliti rilasci semestrali, questa versione attira particolarmente l'attenzione poiché si tratta di una LTS - Long Term Support - ossia godrà di supporto per 5 anni.


Rilasciate ogni due anni, le LTS sono le più utilizzate sia dalle aziende che dagli utenti che desiderano dal proprio PC soprattutto stabilità e affidabilità, anche a costo di non avere le ultimissime versioni dei software.
La LTS precedente era stata rilasciata nell'aprile del 2012 ed era la versione 12.04 Precise Pangolin.
Il sito Technical Explore ha realizzato un video che mette a confronto le due edizioni, sottolineando i cambiamenti che sono intercorsi dall'una all'altra per quanto riguarda gli aggiornamenti del software e dell'interfaccia utente Unity. 




Le novità di Trusty Tahr partono dall'aggiornamento del kernel: quella adottata è infatti la versione 3.13 con alcune patch prese dal ramo 3.14.
Anche le applicazioni sono naturalmente state aggiornate: la versione integrata di LibreOffice è la 4.2 e Mozilla Firefox è già stato portato alla versione 28. Nautilus, il gestore dei file, è stato sostituito come in Gnome da Files, che è comunque una continuazione e non una nuova applicazione.

ubuntu 1404 nautilus files
Unity non ha subito grandi sconvolgimenti ma è stata raffinata in diversi punti anche per venire incontro alle esigenze degli utenti che chiedevano una maggiore coerenza dell'interfaccia.
In particolare, al di là delle modifiche estetiche come i bordi arrotondati delle finestre che finalmente hanno l'aspetto corretto, le varie applicazioni per le impostazioni di sistema hanno subito diversi rimaneggiamenti, spesso ampliando il numero di opzioni disponibili all'utente.

ubuntu 1404 windowmenu
Inoltre c'è ora la possibilità di scegliere se posizionare i menu delle applicazioni sulla barra di sistema, com'è ora e com'è in Mac OS X, oppure sulla finestra dell'applicazione stessa.
Ubuntu 14.04 dovrebbe arrivare entro la fine di aprile; chi non volesse aspettare il rilascio definitvo può già scaricare la versione beta 2 (ultima beta prima della RC) dalla pagina ufficiale, tenendo presente che si tratta di una versione ancora in sviluppo.


giovedì 3 aprile 2014

Amazon lancia Fire TV

Il set-top box non si limita allo streaming ma è anche una vera console per videogiochi.


È quasi un anno che si parla con insistenza di un set-top box prodotto da Amazon: in questo mesi è stato chiamato Amazon TV o Kindle TV; ora che finalmente è arrivato, scopriamo che si chiama Fire TV.
Già disponibile a 99 dollari negli Stati Uniti, permette di accedere a una vasta galassia di servizi che offrono in streaming film e serie TV come Netflix, Hulu, WatchESPN e molti altri; tra questi ci sono le offerte di Amazon stessa, con produzioni originali.


amazon fire tv



La Fire TV, che al proprio interno ospita un processore quad core e 2 Gbyte di RAM, si presenta anche come console pensata soprattutto i casual gamers, coloro che non acquisterebbero un apparecchio dedicato ai videogiochi ma nemmeno disdegnerebbero qualche minuto di svago.
Per offrire titoli a queste persone sono già in file nomi importanti come Disney, EA, Ubisoft e Gameloft. Giochi gratuiti e a pagamento (da 99 centesimi in su), alcuni dei quali realizzati in esclusiva, sono già disponibili. Un controller è in prevendita a 39,99 dollari.

Infine, il set-top box di Amazon è in grado di rispondere ai comandi vocali:«Basta Basta pronunciare il nome di un film, di uno show televisivo, di un attore, un regista, un genere, un applicazione o un gioco e i risultati verranno visualizzati all'istante» afferma Amazon.
Come il tablet Kindle Fire, Fire TV si basa su una versione personalizzata di Android. Non è ancora possibile sapere se e quando arriverà nel nostro Paese.

Dal 1 aprile si pagano le commissioni sulla benzina

A sorpresa tornano le commissioni sui pagamenti con Bancomat e carte di credito.


Sulla carta, i pagamenti elettronici piacciono a tutti: i comuni cittadini sono liberi di girare con pochi contanti, e il Fisco è soddisfatto perché può tracciare ogni acquisto.
Non si capisce quindi perché mai dal primo di aprile sia tornata la commissione per chi acquisti benzina con una carta di pagamento (Bancomat o carta di credito).
Oltretutto, il cambiamento è stato attuato senza che gli utenti siano stati informati; anzi, non si sa nemmeno a quanto ammonti detta commissione (se sia rimasta ai 0,77 euro di un tempo o se abbia subito variazioni).

commissioni benzina bancomat


Non appena si è resa conto di quanto accaduto, Adiconsum ha dato l'allarme con un comunicato nel quale definisce «grave» sia la mossa in sé sia la decisione di agire senza coinvolgere le associazioni di consumatori.
La motivazione di tutto pare essere una sorta di pasticcio burocratico (non si capisce se intenzionale o meno).
Difatti, in origine la commissione per gli importi al di sotto dei 100 euro era stata abolita con l'introduzione di un regime transitorio che da un lato introduceva la gratuità delle transazioni e dall'altro invocava una regolamentazione definitiva.


Il decreto 51 del 14 febbraio 2014, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 31 marzo 2014, mette mano alla questione ponendo fine al regime transitorio ma senza indicare precisamente che cosa debba succedergli: così la commissione ritorna, presumibilmente - ma non certamente - nella cifra di 0,77 euro (le vecchie 1500 lire).
Leggendo il decreto pare di capire che l'intento complessivo sia ripristinare le commissioni per ogni pagamento (la cui abolizione non era piaciuta per niente alle banche) ma modulandole in maniera tale che esse siano proporzionate al valore della transazione.
Tuttavia, non solo la reintroduzione delle commissioni è evidentemente un deciso passo indietro nel sostegno ai sistemi di pagamento elettronici ma, non essendoci disposizioni precise, non si può sapere se davvero le cifre in questione siano ridotte.
Sulla fine del periodo di gratuità, in ogni caso, non ci sono dubbi: il decreto afferma esplicitamente che la normativa precedente cessa di avere effetto a partire dalla pubblicazione del decreto, che è avvenuta - come dicevamo - il 31 marzo. Ora si tratta di scoprire quanto si deve pagare.

mercoledì 2 aprile 2014

Whatsapp è momentaneamente fuori uso! – [AGGIORNATO]

Ancora una volta Whatsapp porta dei problemi agli utenti. Oggi ci risiamo. Whatsapp non riesce a connettersi ai server e quindi l’app di messaggistica resta bloccata, esattamente come se non ci fosse una connessione disponibile. Al momento non è possibile inviare o ricevere messaggi.
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Ancora una volta il popolare servizio di messaggistica Whatsapp si blocca e affronta dei problemi di connessione ai server. Il messaggio che viene fornito agli utenti Android è il seguente: “Ci dispiace, ma in questo momento il nostro servizio ha un problema. Contiamo di risolverlo velocemente. Ci scusiamo per il disagio.” Sul fronte iOS ancora nessun messaggio.
L’app cerca in continuazione la connessione ma non riesce a stabilirla. Su twitter e sui vari social network iniziano a diffondersi i post con l’hashtag #whatsappdown, mentre sul profilo twitter ufficiale di Whatsapp al momento non ci sono informazioni aggiuntive sul tipo di problema.
E’ interessante notare come l’ultima notizia sulla famosa app di messaggistica, recentemente acquisita da Facebook, sia stata quella del record di 64 miliardi messaggi inviati al giorno.
Non appena ci saranno sviluppi sul caso vi aggiorneremo su questo stesso articolo.
- AGGIORNAMENTO ore 15:16
Al momento l’app sembra essere tornata a funzionare regolarmente. Continuiamo a tenere d’occhio la situazione e vi informiamo degli sviluppi.
- AGGIORNAMENTO ore 15:28
Sembra che il servizio sia ora stabile e che non abbia più presentato problemi. Facendo un rapido calcolo il “blackout” è durato all’incirca 40 minuti. Sottolineiamo che non c’è stata alcuna comunicazione ufficiale sui canali ufficiali del servizio. Restano quindi sconosciute le cause e le motivazioni del disservizio.

GeForce GTX 750 Ti: la prima scheda video basata su architettura Maxwell

Recensione della Nvidia GeForce GTX 750 Ti, la prima scheda video con GPU GM107 basata su architettura Maxwell. Efficienza e prestazioni in un condensato ben riuscito.



GeForce GTX 750 Ti: spazio a GM107 e all'architettura Maxwell

In questo periodo i videogiocatori amano le schede di grandi dimensioni. Dissipatori dual-slot e cover elaborate sono ormai la consuetudine. Dopotutto, per avere frame rate elevati sono necessarie GPU complesse, miliardi di transistor per gestire giochi come Battlefield 4. Tutto questo ha ripercussioni sul calore, che deve essere espulso il più rapidamente possibile.
Si è fatta così strada l'opinione che le schede con piccoli dissipatori e PCB in vista siano deboli, incapaci di offrire prestazioni giocabili. Quest'oggi Nvidia prova a sfatare il mito con la GeForce GTX 750 Ti, una nuova scheda video compatta, lunga poco più di 15 centimetri, sprovvista di un connettore ausiliario e con un dissipatore rotondo di piccole dimensioni. Questa scheda video ha all'incirca le dimensioni della GTX 650 Ti, ma il dissipatore la fa apparire un po' più fragile.
 GTX 750 Ti di riferimento
Questa scheda è la prima con architettura Maxwell e secondo Nvidia permette di giocare in Full HD con gli ultimi titoli senza risparmiarsi troppo sui dettagli grafici. La GTX 750 Ti potrebbe essere la Toyota Prius del settore grafico?
Questo è solo il primo prodotto basato su Maxwell che vedremo nel corso del 2014. L'architettura Maxwell è interessante, in parte perché significa che Nvidia ci propone una nuova architettura dopo due anni, ma anche perché l'azienda ha svelato meno informazioni del solito sul nuovo progetto.
Torniamo per un attimo a dicembre dello scorso anno, quando Nvidia ci parlò del SoC Tegra K1. Sapevamo che la GPU del K1 era basata su Kepler, o meglio un singolo SMX con importanti cambiamenti alle strutture di collegamento dei vari sottosistemi, in modo da consumare meno. Johan Alben, vicepresidente senior per la progettazione delle GPU, affermò in quell'occasione che ogni architettura, da Maxwell in poi, sarebbe stata sviluppata con il mondo mobile in mente, ovvero con l'efficienza davanti a tutto.
Si trattava chiaramente di una buona notizia per la famiglia Tegra, ma allo stesso tempo anche un importante sviluppo per il mondo desktop. Con la nuova GTX 750 Ti, una scheda con un TDP di 60 W, possiamo già farci un'idea dell'architettura Maxwell. Nvidia afferma che il suo progetto riesce a ridurre i consumi e a mantenere prestazioni elevate, anche se la GPU ha un minor numero di core. Il tutto affidandosi nuovamente al processo produttivo a 28 nanometri. In altre parole, la GPU lavora in modo più intelligente.

LaCie Fuel presto anche da 2 TB!

L’hard disk wireless Fuel sarà disponibile nel corso del mese di aprile anche nella versione da 2TB.
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 Grazie alla sua capacità raddoppiata, LaCie Fuel offrirà la più elevata capacità di storage tra gli hard disk wireless da 2,5” disponibili sul mercato, rappresentando inoltre la soluzione di storage portatile ideale per gli appassionati di cinema e fotografía che vogliono avere a disposizione fino a 2TB di contenuti multimediali anche in movimento su iPhone e iPad.
LaCie Fuel, primo risultato della collaborazione di prodotto tra Seagate e LaCie, permette di accedere ai contenuti archiviati attraverso l’app gratuita Seagate Media. In più, anche la versione da 2TB offrirà le stesse caratteristiche già apprezzate nella versione precedente, come la possibilità di effettuare lo streaming dei contenuti fino a 5 dispositivi senza necessità di connessione a Internet, la compatibilità con AirPlay per il mirroring su schermi di grandi dimensioni e un’autonomia fino a 10 ore.
Il prezzo sarà di 249€. Il modello da 1TB è già in vendita al prezzo di 209€.

lunedì 31 marzo 2014

Hacker all'attacco di Yahoo Mail: rubate username e password

L'incursione mira a raccogliere nomi e indirizzi da utilizzare per l'invio di spam. Vittime migliaia di utenti.


Yahoo Mail, il servizio di posta elettronica offerto da Yahoo, è finito sotto attacco.
A rivelarlo è la stessa società californiana la quale, con un post sul proprio blog ufficiale, ha confermato ripetuti tentativi di violazione ai danni di diversi account.




Quanti siano gli account coinvolti non è stato segnalato. Yahoo, che ha ricostruito la dinamica dell'intera vicenda, ritiene che alcuni malintenzionati abbiano violato i server di un'altra società che fornisce servizi web, acquisendo gli indirizzi di posta elettronica (facenti per l'appunto capo a Yahoo Mail) e le password utilizzate per la registrazione.
Hanno quindi realizzato un sistema automatico per provare le combinazioni di credenziali ottenute nella speranza che funzionassero anche sui server di Yahoo: moltissimi utenti, infatti, adoperano d'abitudine la medesima password per tutti i servizi, sebbene tale pratica sia fortemente sconsigliata.
L'azienda di Sunnyvale ha rivelato anche gli scopi dell'attacco: ottenere nomi e indirizzi email dei contatti presenti negli account compromessi. Si presume che questi vengano poi impiegati come destinatari di campagne di spam.


Per mitigare le conseguenze e prevenire un nuovo attacco, Yahoo ha già provveduto ad avvisare (anche via email all'indirizzo secondario indicato in fase di registrazione, oppure via SMS) gli utenti titolari delle caselle colpite, informandoli di aver loro resettato la password.
Inoltre sta provvedendo a«implementare ulteriori misure per bloccare gli attacchi contro i sistemi di Yahoo» e sta naturalmente collaborando con le forze dell'ordine per scoprire i colpevoli.
La scorsa settimana Yahoo era stata al centro di polemiche per aver pubblicato sul canale ufficiale Twitter un post che prendeva in giro un temporaneo disservizio di Gmail. Oggi dovremmo forse tenere d'occhio il canale twitter di Google?

Problemi di RAM? Ci pensa RamIdle

Per tutti coloro che lavorano con programmi pesanti che occupano molta memoria volatile,la nuova release di RamIdle è sicuramente uno strumento indisapensabile.


Problemi di RAM? Ci pensa RamIdle

Spesso capita per lavoro o per svago di ritrovarsi ad utilizzare programmi molto potenti ed efficaci, ma altrettanto pesanti da far girare ovvero che richiedono molta memoria RAM disponibile per poter funzionare correttamente. In questi casi il problema maggiore è il rischio che appaia l'odioso messaggio "Memoria insufficiente per completare l'operazione" che ci obbliga il più delle volte a chiudere alcune delle applicazioni che stavamo utilizzando o nel peggiore dei casi causa un crash della macchina e ci costringe a riavviare perdendo il lavoro non salvato.
Per ovviare a questo inconveniente causato non sempre da un'effettiva limitata capacità di RAM a disposizione, possiamo utilizzare RamIdle, un software freeware che ottimizza la gestione e l'allocazione delle pagine di memoria.
L'ultima release (versione 4.0), compatibile con Windows 95/98/NT/2000, risulta ulteriormente migliorata. E' stato infati ridotto lo spazio occupato in RAM del programma stesso per la sua esecuzione e si è riusciti a limitare ulteriormente l'utilizzo del processore. In tal modo RamIdle può svolgere ancora meglio il suo compito, gestendo i dischi o blocchi di memoria fisica e virtuale in maniera da ottenere sempre lo spazio libero necessario per l'esecuzione dei programmi e provvedendo anche ad eseguire operazioni di defrag indispensabili per un più efficiente accesso ai dati utilizzati ed alle applicazioni.
Un programma davvero ingegnoso che ci può egregiamente supportare nella quotidianità delle nostre operazioni, tanto più che come dicevamo si tratta di un software gratuito.

sabato 29 marzo 2014

Windows 8 è considerato il nuovo Vista

La decisione di Microsoft di sterzare bruscamente rispetto alla direzione presa con Windows 8 è indicata anche da un altro fatto che non si può dimenticare: Steven Sinofsky, responsabile principale di ciò che Windows 8 è, nel bene e nel male, ha lasciato l'azienda subito dopo aver visto che il debutto non è stato trionfale come sperato; non si sa se di propria volontà o dietro pressioni.
A ciò si aggiunga che l'attuale capo della Divisione Windows, Terry Myerson, ha praticamente fatto piazza pulita dei dipendenti che condividevano la visione di Sinofsky e sta pensando a come semplificare la tripartizione di cui attualmente soffre Windows: esistono infatti Windows 8.x, Windows RT e Windows Phone.



Ciò che ha causato la rivoluzione pare essere la consapevolezza che la virata verso un'interfaccia dedicata al mondo Mobile ha trasformato l'utilizzo del PC in un'esperienza men che esaltante per gli 1,5 miliardi di persone che utilizzano Windows su computer (e che per questo sono per la stragrande maggioranza estremamente restie a passare a Windows 8): la confusione derivante da un sistema che non è né completamente mobile né completamente desktop - ma una specie di ibrido - ha minato la credibilità di Windows.
La situazione attuale, secondo Thurrott, è che Windows 8 ha in sostanza riprodotto il panorama creato da Windows Vista, una versione lenta, pesante, insoddisfacente e disconosciuta dallo stesso Steve Ballmer, nel 2008 come in una recente intervista in cui l'ha definita «il mio unico grande errore in Microsoft».
«In un certo modo» - scrive Thurrott - «la cosa più interessante di Threshold è che fa diventare Windows 8 il nuovo Vista. È un riconoscimento del fatto che ciò che c'era prima non ha funzionato e non ha attratto gli utenti. E sebbene Microsoft possa sempre sostenere che Windows 9 non sarebbe stato possibile senza le importante fondamenta gettate prima con Windows 8 - così come è successo con Windows 7 e Windows Vista - non c'è modo di addolcire la pillola. Windows 8 ha fatto arretrare Microsoft, e Windows, di anni, e forse per sempre».

«Queste cose non accadonoin isolamento - il grande e lento Vista è arrivato sfortunatamente proprio quando i netbook stavano decollando e Windows 8 è arrivato propio quando i tablet hanno cambiato tutto - e si può dire che il mondo della tecnologia attuale somiglia poco a quello del 2006, e crea nuove sfide per Windows. Threshold avrà come obiettivo questo nuovo mondo. Rischia davvero di essere un rilascio "o la va o la spacca"».



venerdì 28 marzo 2014

Word sotto attacco, non aprite quel .RTF

Basta un'anteprima per infettare il PC.

Basta un file RTF aperto con Word per mettere in ginocchio un computer con Windows.
Ad affermarlo è Microsoft stessa con un bollettino di sicurezza piuttosto allarmante, che invita gli utenti a prendere immediate contromisure.

vulnerability word rtf


A quanto pare c'è una vulnerabilità nel formato RTF che ancora non è stata risolta; per sfruttarla, il malintenzionato deve creare un apposito documento in formato RTF e farlo aprire alla sua vittima: potrà così prendere il controllo del PC.
Sebbene RTF non sia il formato nativo di Word (lo sono inveceDOC e DOCX), la possibilità di venire infettati non è remota: RTF è infatti il formato di default adoperato da TextEdit, l'editor di testo incluso in Mac OS X.

Inoltre, è possibile essere infettati anche solo aprendo un'anteprima del file in un software che dia questa possibilità, come fa per esempio Outlook.

Per evitare l'infezione, Microsoft consiglia di disabilitare completamente l'apertura dei file RTF o, se proprio non se ne può fare a meno, di obbligare Word a utilizzare la Visualizzazione Protetta dal Centro Protezione.
È anche disponibile un Fix it che automaticamente disabilita l'apertura dei file RTF in Word.
Occorre sottolineare che una soluzione definitiva ancora non è stata preparata: soltanto quando verrà rilasciata una patch che risolva il problema alla radice sarà possibile considerare nuovamente sicuri i file RTF.

sabato 8 marzo 2014

Ecco come sarà Windows 9

Atteso per aprile 2015, dovrà far dimenticare l'insuccesso di Windows 8 e riesumare il menu Start.


Windows 8 - e il suo desiderato successore, Windows 8.1 - è stato un disastro.
Ad affermarlo non sono i soliti utenti scontenti dell'interfaccia "a piastrelle" della più recente creazione di Microsoft nel campo dei sistemi operativi - un tempo chiamata Metro, poi Modern UI, poi linguaggio di design Microsoft- ma da Paul Thurrott, reporter indipendente che chiunque si interessi alle vicende dell'azienda di Redmond non può non conoscere.
Thurrott, al di là delle proprie impressioni, porta anche dei dati, a partire dai meno di 25 milioni di utenti PC che ha Windows 8.1 passando per le innegabili difficoltà che ha Windows 8 nel rimpiazzare Windows 7. Per un'azienda gigantesca come Microsoft, semplicemente, i numeri devono essere molto più grandi se si vuole parlare di successo.


Windows9

Così, è ormai tempo per l'azienda di Redmond di parlare di Windows 9 tra indizi, indiscrezioni e affermazioni ufficiali, sperando di invertire la rotta.
Per quanto riguarda le affermazioni ufficiali, si sa che Microsoft ha assegnato al successore di Windows 8 il nome in codice Threshold (che significaSoglia, ed è piuttosto evocativo) e che lo presenterà ad aprile (mese in cui sarà anche rilasciato il primo aggiornamento per Windows 8.1), nel corso della BUILD Conference.
Non mostrerà codice, però, né un'alpha o una preview: lo sviluppo vero e proprio inizierà soltanto alla fine di quello stesso mese. Invece, renderà pubbliche tutte le caratteristiche che faranno di Windows 9 the next big thing, il prossimo grande evento. Sarà un incontro che mostrerà la "visione" di Microsoft come non succedeva dal 2003, quando venne annunciato Longhorn (che poi diventò Vista).


Durante lo sviluppo di Threshold ci saranno poi treMilestones (release provvisorie successive, che si chiamino Beta o Release Candidate); il rilascio della versione definitiva è al momento fissato l'aprile del 2015.
È chiaro che a questo punto non vi sono molti dettagli sulle caratteristiche di Threshold, e a questo punto occorre passare alle indiscrezioni: si sa per certo, però, che la nuova versione dell'interfaccia Metro (Metro 2.0, o comunque la si chiami) sarà uno dei punti nodali.
Quanto a questo, le "fonti interne" parlano dell'introduzione di una modalità "a finestre" (windowed) che permetta di eseguire le app Metro all'interno di finestre sul desktop, come normali applicazioni. Gli utenti non saranno quindi più obbligati a tenerle a schermo intero.
Inoltre si vocifera che, dopo aver reintrodotto il pulsante Start in Windows 8.1, Microsoft voglia fare il passo logico successivo, ossia far tornare anche un menu Start che a questo punto sarebbe completamente alternativo alla schermata, la quale per molti utenti potrebbe così persino risultare inutile.