lunedì 27 luglio 2009

Grave falla in Windows Xp

La colpa è dell'ActiveX Microsoft Video, che è bene disattivare quanto prima. Ancora non esiste una patch.


Windows Xp falla controllo ActiveX Microsoft Video

Windows Xp, il sistema operativo che Microsoft è obbligata a considerare praticamente eterno, è affetto da una falla di sicurezza scoperta nel controllo ActiveX Microsoft Video.

Lo sfruttamento di questa falla espone il computer all'esecuzione di codice arbitrario da parte di chi porta l'attacco, che avviene quando l'utente clicca su un link che porti a un sito pericoloso.

Per ora non esiste ancora una patch, mentre Microsoft suggerisce di disabilitare il supporto all'ActiveX incriminato, seguendo le dettagliate indicazioni rilasciate dall'azienda.

Arriva il digitale satellitare

Per le zone non raggiunte dal digitale terrestre c'è TvSat: si potranno vedere i canali di Rai, Mediaset e La7 acquistando l'apposito decoder.


Il passaggio alla televisione digitale, con conseguente spegnimento del segnale analogico, prosegue per la propria strada senza intoppi, a parte qualche inconveniente immediatamente successivo allo switch over.

L'acquisto di un decoder per il digitale terrestre non è però l'unica via: esiste anche il digitale satellitare.

Comunemente, parlando di televisione via satellite si intendono i canali di Sky, accessibili tramite il pagamento di un abbonamento alla società di Rupert Murdoch. In questo caso, invece, stiamo parlando dei canali di Rai, Mediaset e La7.

Le emittenti sono infatti le stesse ricevibili tramite digitale terrestre, mentre la piattaforma si chiama TvSat: per utilizzarla non è necessario versare una quota periodica; serve tuttavia acquistare un apposito decoder con annessa smartcard.

Il motivo di questo "doppione" (gli stessi canali sono visibile tramite digitale terrestre e digitale satellitare) è lampante per chi vive in zone non raggiunte dal segnale terrestre e non vuole legarsi a Sky per vedere la televisione.

Il satellite HotBird usato da TvSat è quello sfruttato anche dalla piattaforma di Murdoch:chi già possiede un'installazione per Sky può dunque usare il nuovo decoder (presto in vendita a 99 euro) senza dover apportare modifiche all'impianto.

lunedì 20 luglio 2009

Microsoft prolunga il downgrade di Xp al 2011

Fino al primo aprile 2011 gli acquirenti di Windows 7 Professional o Ultimate potranno chiedere di tornare a Windows Xp Professional, a meno che non esca un service pack.


Microsoft Downgrade Windows 7 Xp 1 aprile 2011

Windows Xp è davvero duro a morire: è vero che il supporto esteso cesserà soltanto nel 2014 ma sembrava logico ritenere che ormai, sui nuovi computer, si potesse trovare soltanto Windows 7 o, al limite, windows vista.

Invece Microsoft ha deciso che fino al 2011 - e per la precisione fino al primo di aprile di quell'anno - gli acquirenti dei nuovi computer potranno richiedere il downgrade da Windows 7 a Windows Xp.

La decisione di portare da 6 a 18 mesi il periodo di grazia è stata presa per venire incontro alle aziende: quelle che non hanno effettuato il passaggio a Windows Vista ma sono rimaste fedeli a Xp avranno bisogno di più di sei mesi per migrare a Seven e, nel frattempo, dovranno poter comunque usare i nuovi pc che acquisteranno.

La politica di downgrade prevede che si possa passare da Windows 7 Professional e Ultimate a windows xp professional, oppure a Windows Vista Business o Ultimate se qualcuno lo desiderasse.

C'è solo un particolare da precisare: qualora prima dello scadere dei 18 mesi Microsoft decida di rilasciare un service pack per Windows 7, verrà bloccata la possibilità di tornare a Xp, mentre tornare a Vista sarà sempre consentito.

mercoledì 15 luglio 2009

Microsoft permetterà il downgrade da Windows 7 a Xp

Gli utenti scontenti del successore di Vista potranno tornare indietro e preferire un sistema operativo vecchio di otto anni.


Microsoft downgrade da Windows 7 a Windows Xp

Windows 7 sarà un sistema stabile, efficiente, leggero e modulare: l'ideale per far dimenticare Windows Vista.

Tuttavia, per coloro ai quali non dovesse piacere, Microsoft è pronta a soffiare via - di nuovo - la polvere dalla scatola di Windows Xp e tenere in gioco il venerando sistema operativo ancora per un po'.

La conferma, pur non avendo ancora il sigillo dell'ufficialità, viene da un anonimo portavoce di Microsoft, che ha rivelato la strategia a betanews: gli utenti di Windows 7 potranno richiedere il downgrade a Windows Xp (il portavoce non parla del downgrade a Vista - ipotizziamo - perché nessuno sarà abbastanza pazzo da richiederlo).

"Non è la prima volta che Microsoft offre il diritto al downgrade a una versione diversa da quella immediatamente precedente" spiega il portavoce della società; la possibilità è comunque significativa: per quanto implori gli utenti di dare una chance a Windows Vista Microsoft non ci crede troppo e sa che Xp gode di una fiducia maggiore da parte dell'utenza.

La data di pensionamento ufficiale per Windows Xp è giugno 2010. Per gli "ultra-low-cost-Pc" (come li chiama Microsoft, ossia essenzialmente i netbook) è tuttavia previsto un periodo di grazia: per questi Pc Windows Xp sarà disponibile fino a un anno dopo il lancio di Windows 7.

Non è chiaro, a questo punto, se questa mossa farà del bene a Windows 7 o se ne ostacolerà l'adozione, tanto più che il supporto esteso a Windows Xp cesserà soltanto nel 2014, quando Seven sarà già il passato e staremo parlando di Windows 8 o 9, qualunque nome a Redmond decidano di dargli.

martedì 14 luglio 2009

Anche per Google le immagini Creative Commons

Aggiunta la funzionalità per la ricerca di immagini liberamente riutilizzabili.


Poco tempo fa era stata Yahoo a introdurre la ricerca delle immagini secondo alcune specifiche della licenza d'uso delle medesime. Ora è la volta di Google che ha subito recuperato terreno, offrendo anche qualcosina in più, perchè Yahoo attinge solo da Flickr mentre Google scandaglia tutta la rete.

E' stata infatti introdotta una funzionalità che permette la ricerca di immagini da riutlizzare gratuitamente secondo le condizioni di utilizzo stabilite dagli autori. Questa nuova possibilità consente limitare la ricerca solamente alle foto, ritratti, disegni e immagini di ogni genere che siano state taggate con licenze Creative Commons, rendendo dunque più facile la ricerca e l'utilizzo di immagini che possono essere utilizzate liberamente e in taluni casi persino editate.

Per utilizzare questa nuova possibilità, non è necessario conoscere esplicitamente le suddette licenze anche se per chi segue la rete e ricerca immagini per il proprio riutilizzo sarebbe auspicabile. E' infatti sufficiente nella pagina di Google Immagini cliccare il link della Ricerca Avanzata e poi alla voce Diritti di utilizzo impostare quanto desiderato tra le opzioni di facile comprensione, come si evince dall'immagine qui sopra.

venerdì 10 luglio 2009

Vlc raggiunge la versione 1.0.0

L'apprezzato player multimedial open source è ufficialmente stabile. Leggero e funzionale, guadagna il supporto a nuovi codece alla riproduzione di file neglio archivi Zip.


Vlc 1.0.0 VideoLan Client

Leggero e funzionale lo è sempre stato; ora può festeggiare anche il raggiungimento della versione 1.0.0, con la quale guadagna il supporto a un maggior numero di formati rispetto alle versioni precedenti.

Il software in questione è VideoLAN Client, meglio conosciuto come VLC e uno dei player multimediali open source più diffusi, disponibile per Windows, Linux e Mac OS X.

La versione 1.0, identificata dal nome in codice Goldeneye, porta con sé il supporto ai codec HD AES3, Dolby Digital Plus, TrueHD, Blu-Ray Linear PCM e ai formati Raw Dirac e M2TS; inoltre è in grado di riprodurre i file all'interno degli archivi zip.

Vlc può essere scaricato gratuitamente dal sito ufficiale.

Google toglie la beta dalle Apps

Le applicazioni web sono ora ufficialmente in versione definitiva: con questa mossa Google cerca di attirare gli investimenti delle aziende.


Google toglie beta Gmail Apps Calendar

È quasi la fine di un'era: Google ha tolto la dicitura beta dalle Google Apps: Gmail, Documenti, Calendario e soci si trovano ora ufficialmente nella versione definitiva.

La spinta principale per questa mossa è venuta dal mondo delle aziende: per poter conquistare le realtà business, Google deve offrire strumenti adeguati e un supporto efficiente, tutte cose che un software in versione beta per sua natura non può dare.

Promuovere un programma alla versione stabile significa dunque guadagnarsi la fiducie delle realtà aziendali, poco propense a investire in prodotti che non considerano ancora stabili, nonostante siano usati da milioni di persone quotidianamente.

Per i nostalgici, coloro che si erano affezionati alla piccola etichetta beta sotto al logo di Gmail, è possibile tornare indietro: grazie a una funzione attivabile dai Labs il logo della posta elettronica di Google riprenderà l'aspetto che ha avuto finora.